2006 Natale consumistico - Tullio Mazzotti Artist

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2006 Natale consumistico

OPERAZIONI ARTISTICHE

Se vedessi queste mie opere senza sapere cosa c'è dietro, come se non fossero mie, direi che sono la stupidità dell'arte contemporanea, il nulla come spesso avviene, l'onnipotenza dell'artista che si sente creatore … capace di creare il bello dal nulla attraverso un suo semplice gesto.

Dunque la prima considerazione : bisogna sapere cosa c'è al di la della superficie di un quadro.

Io non ragiono con la conoscenza. Ragiono maggiormente con la pancia, con l'istinto.
Percepisco le cose attraverso i sensi.

NATALE 2006.

Quando mi hanno proposto di fare due tele per questa mostra in un attimo il mio istinto si è ribellato. No non voglio fare un'opera per il mercato.
Altre volte parlando con i miei amici del Comitato di Rigore Artistico ho proposto, io, di fare oggetti d'uso, legati a una funzionalità : bottiglie e bicchieri, servizi da tavola. Ma l'opera fine a se stessa non riesco a digerirla. Il quadro, il dipinto : stereotipi ormai morti. Io non faccio un quadro, io dipingo su un quadro le mie emozioni. L'opera d'arte non è più un oggetto, è diventato un universo, un cosmo, un contenitore del nostro essere. Volutamente aperto o chiuso, dialogante o meno. L'opera d'arte oggi è la cosa più assoluta e vera che esista, in un mondo dove tutto è apparenza, dove la realtà non c'è più. Rimane l'opera d'arte che non può più essere oggetto.

Cosa fare dunque. Un attimo, il cervello si è messo in moto, come sempre avviene quando faccio ahimè … l'artista.
Un quadro per Natale, niente di più vero che l'indifferenza e la frenesia della gente, la corsa agli acquisti, le code in auto per andare chissà dove.
Mi piace giocare a tutto campo, usando tutto.

Semplice … una tela bianca, un po' d'oro …natalizio… e poi ho posato i quadri in mezzo alla strada, disponibili all'indifferenza delle auto, capaci di assorbire il segno del traffico, una "fotografia" dell'insensibilità che rischia di coinvolgere tutti noi.

Ma il risultato è stato l'opposto di quello che mi aspettavo, dopo 5 minuti … le auto hanno lasciato pochissimi segni sopra le tele, l'oro appena posato, quasi casualmente sulla tela è rimasto quasi intonso. Come a dirmi che quell'oro natalizio è stato più forte dell'indifferenza della gente che, ignara, continuava a passare con le automobili sopra le mie tele posate in mezzo alla strada.

Io l'ho letto così, ho voluto leggerlo così. E mi ha fatto piacere. L'opera d'arte che fotografa un momento delle mie emozioni, anche il fastidio di fare una tela per il mercato natalizio, la follia di volere un'arte vera, verissima, personale ma aperta a tutti i linguaggi, capace di confrontarsi con il mondo, da vicino, anche nell'indifferenza. Questo ho fatto … in un attimo.






 
 
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